A Dodoma si decide il futuro delle lavoratrici domestiche tanzaniane

La conferenza del 10-11 giugno 2026: strategie, alleanze e una scadenza politica concreta
Dodoma, 10-11 giugno 2026. Anni di lavoro sul territorio, formazione, accompagnamento delle lavoratrici domestiche e costruzione di alleanze istituzionali hanno portato il tema del lavoro domestico dignitoso al centro del dibattito politico tanzaniano. È il percorso costruito dal CVM che ha reso possibile la conferenza nazionale svoltasi a Dodoma il 10 e 11 giugno, dove sindacati, istituzioni governative, rappresentanti dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e Parlamento si sono riuniti per definire una strategia concreta a tutela delle lavoratrici domestiche del Paese.
Non si è trattato di un incontro simbolico. Sindacalisti, funzionari governativi, rappresentanti dell’ILO e una parlamentare hanno lavorato fianco a fianco per tradurre la Strategia Nazionale per il Lavoro Domestico Dignitoso 2025/26–2029/30 in azioni reali, con tempi e responsabilità definite.
Attorno al tavolo si sono seduti rappresentanti di CHODAWU (Sindacato dei Lavoratori di Hotel, Strutture Domestiche e Affini della Tanzania), funzionari del Ministero del Lavoro, esperti dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), la deputata Zainabu Issa, membro del Parlamento tanzaniano con seggio speciale e Laura Vallesi rappresentante paese CVM in Tanzania, che porta al tavolo anni di lavoro diretto sul campo con le lavoratrici domestiche tanzaniane.

La composizione stessa dei presenti racconta qualcosa di importante: per la prima volta, il mondo sindacale, le istituzioni governative, la rappresentanza parlamentare e il sistema internazionale del lavoro si sono trovati nello stesso spazio, con lo stesso dossier sul tavolo. Un allineamento che apre possibilità concrete.
Il cuore della discussione è stata la mancata ratifica della Convenzione ILO n. 189, il trattato internazionale del 2011 che riconosce alle lavoratrici domestiche gli stessi diritti fondamentali garantiti a tutti gli altri lavoratori: orario regolamentato, riposo settimanale, contratto scritto, protezione da abusi e accesso alla previdenza sociale.
La Tanzania ha già adottato nel 2015 il Domestic Workers Act e ha sviluppato una Strategia Nazionale specifica per il settore, strumenti importanti, ma che senza la ratifica della Convenzione ILO mancano di un quadro giuridico internazionale vincolante. CHODAWU sollecita questa ratifica da anni, e il lavoro di CVM sul territorio ha contribuito a tenere alta l’attenzione su questo vuoto. A Dodoma, per la prima volta, è arrivata una risposta politica concreta.
La deputata Zainabu Issa ha partecipato ai lavori con un coinvolgimento che è andato ben oltre la presenza istituzionale. Al termine degli incontri ha accettato di diventare ambasciatrice volontaria della causa delle lavoratrici domestiche all’interno del Parlamento tanzaniano, aprendo un canale diretto tra il movimento e le istituzioni legislative.

Non solo: ha invitato i rappresentanti di CHODAWU e i partner internazionali a portare la questione direttamente in aula. E insieme alle parti presenti ha concordato un obiettivo preciso: la ratifica della Convenzione ILO n. 189 entro settembre 2026. Una scadenza ambiziosa che trasforma anni di pressione in un impegno politico con una data.
Perché questa conferenza è importante
Quello che rende rilevante questa giornata è la qualità degli impegni presi e la concretezza del percorso che si è aperto. Avere una parlamentare che si impegna personalmente, un ministero al tavolo, l’ILO come garante internazionale e CVM con una rete operativa già radicata sul territorio è una combinazione che raramente si produce e che, quando si produce, può davvero fare la differenza.
Il settore del lavoro domestico in Tanzania coinvolge milioni di persone, in grandissima maggioranza donne, che lavorano spesso senza contratto, senza tutele e senza voce. Dodoma, in questi due giorni, ha provato a dargliene una.










